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Maurizio Sacconi, ministro del Welfare ed esponente del Pdl, in Trentino il Popolo delle libertà ha perso voti, possibile che il centrodestra sia in crisi proprio nel Nord-Est?«Il risultato in Trentino in parte è giustificato dalle differenza tra il voto politico e quello amministrativo. Ma non c’è dubbio che il risultato elettorale sia anche sintomo di un problema che si manifesta più o meno in tutto il Nord. E che potrebbe accentuarsi nel voto amministrativo ed europeo di primavera».La Lega ha guadagnato consensi, voi no. Cosa è successo?«Il Pdl rimane il movimento politico del premier ed è un po’ come se competesse con l’alleato avendo un braccio legato dietro la schiena».Questo perché è finita la luna di miele tra il governo e gli elettori anche nelle «sue» zone?«No, la sensazione è che ci sia nell’elettorato un’ottima considerazione del presidente del Consiglio e anche dei singoli membri del governo, ma che si debba ricongiungere questa sentimento con il partito che lo stesso Berlusconi ha fondato e al quale appartengono gli esponenti del governo».E allora qual è il problema?«Il Pdl non è portato a sottolineare la sua identità e assume su di sé tutta la responsabilità della coesione della coalizione. D’altra parte quella con la Lega resta una competizione legittima e leale. Sta al Pdl affermare e motivare con l’elettorato la sua identità di movimento politico nazionale.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=305391

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