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Rispetto al 1996 ci sono 600mila persone in più impegnate per il bene comune senza chiedere nulla in cambio, la popolazione di una città di medie dimensioni.

«Ma dobbiamo pensare al futuro ‒ spiega il vicedirettore di Caritas italiana, Francesco Marsico ‒ perché vediamo che si dedicano al volontariato in prevalenza le generazioni nate negli anni 50 e 60.

«Abbiamo avviato una riflessione con il mondo cattolico impegnato nel sociale ‒ prosegue Marsico ‒ oltre alla Caritas, le Acli, la Comunità di Sant’Egidio, Focolarini e neocatecumenali, ci siamo chiesti cosa è cambiato nel rapporto ta giovani e volontariato e abbiamo avviato una ricerca qualitativa».

Così si abbattono le barriere della realtà virtuale e i problemi si trasformano in persone con un nome e un volto, in amici».

Fonte:
http://www.avvenire.it/Cronaca/volontariato+caritas+acli+convegno_201004280647559330000.htm

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