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Come comunicare in sicurezza:
guida pratica per gli attivisti digitaliOgni anno centinaia di attivisti in tutto il mondo affrontano la minaccia del carcere, e spesso delle torture, per comunicare al mondo le violazioni dei diritti umani da parte dei regimi autoritari.

Se in Cina il controllo della Rete è capillare, azioni di monitoraggio si sono viste anche in Egitto, dove il regime di Mubarak aveva istituito un corpo speciale per vigilare sui cyber dissidenti, in Tunisia, e in altri Paesi.

La cosa migliore sarebbe usare un S.O come Ubuntu, che cripta il contenuto disco fisso di default, ed è molto meno soggetto a virus e falle di sicurezza di Windows.

Se si vuole correre il rischio, ricordarsi almeno di usare degli pseudonimi per gli altri attivisti in rubrica, disattivare tutte le applicazioni dello smartphone che usano la geolocalizzazione e di porre l’apparecchio in ‘modalità aeroplano’ quando si partecipa a qualche manifestazione.

Fonte:
http://www.lastampa.it/cmstp/rubriche/girata.asp?ID_articolo=8840&ID_blog=30&ID_sezione=38

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