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(…) è stato siglato al Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto alla presenza del Vice Comandante Generale della Guardia Costiera, l’Ammiraglio Ispettore Pierluigi Piccolo e Giorgio Salomone.L’operazione conferma e rafforza gli ottimi rapporti di collaborazione tra Gruppo Zena e Guardia Costiera, una partnership iniziata nel 2005 e oggi consolidata grazie alla nuova intesa stipulata.«Per Gruppo Zena – ha affermato Giorgio Salomone – poter lavorare per un’importante istituzione come Guardia Costiera è fonte di grande soddisfazione e al nostro pubblico testimonia la qualità dei nostri capi di abbigliamento ideati e realizzati per chi vive il mare quotidianamente e si identifica con i valori ad esso collegati».Nata nel 2004, Gruppo Zena è una realtà cresciuta in maniera esponenziale: l’ultima vittoria è proprio quella di poter utilizzare il marchio della Guardia Costiera. Zena è una giovane e dinamica realtà relativa al mondo dell’abbigliamento sportivo e del mare che conta già di prestigiose collaborazioni con istituzioni quali Marina Militare e Arma dei Carabinieri (Nucleo Subacqueo) e a importanti sponsorizzazioni tra le quali il Giro d’Italia in Vela. Gruppo Zena presenterà un’anticipazione della nuova collezione a marchio Guardia Costiera in occasione del prossimo Salone Nautico di ottobre.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=279754

Avvio di settimana negativo per Piazza Affari che sconta la debolezza dei mercati europei e americani dove domina il segno meno. Il Mibtel ha ceduto lo 0,91%, più pesante invece lo S&P/Mib che ha chiuso in calo dell’1,02%. In Italia, come in Europa e negli Stati Uniti è stato il settore delle banche a soffrire di più per l’intera seduta. Pesante Mediobanca (-3,25%) che ha scontato possibili frizioni sulla governance dell’istituto. Il titolo ha trainato a zavorra l’intero comparto, con vendite anche su Unicredit (-3,50%), tra gli azionisti di Piazzetta Cuccia, su cui Socgen ha abbassato il giudizio a ’hold’ (tenere) e Dresdner il prezzo obiettivo da 6,25 euro a 5,25 euro. In calo anche Bpm (-3,65%) e Banco Popolare (-1,79%), mentre Intesa Sanpaolo ha limitato le perdite chiudendo con un calo dello 0,46%. Segno meno anche tra gli assicurativi con Unipol (-2,46%), Mediolanum (-4%) e Generali (-0,89%), dopo il taglio del prezzo obiettivo da 32 a 28 euro da parte di Euromobiliare e del giudizio da parte di Oddio Securities. In calo anche Fiat, -5,20%. In controtendenza alcuni tra i titoli che hanno sofferto di più nelle scorse sedute, come Mediaset (+2,26%) e L’Espresso (+0,19%). In rialzo anche l’energia con Saipem (+3,36%), dopo l’acquisizione di un nuovo contratto da 2,8 miliardi di euro in Algeria. In calo anche le principali Borse europee, con Londra in calo dello 0,11%, Parigi dello 0,72% e Francoforte dello 0,66%.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=279429

Un vasto incendio è divampato nel pomeriggio di ieri all’ultimo piano di una palazzina di largo Amendola, a Santa Margherita Ligure, a poca distanza dal Municipio. Sul posto sono intervenute squadre di pompieri provenienti da Rapallo, Chiavari e Genova. Le fiamme, secondo quanto riferito da numerosi testimoni, hanno avvolto in pochi minuti tutto il tetto dell’edificio e si sono propagate con grande rapidità. I pompieri hanno inondato di acqua lo stabile.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=279525

Un vasto incendio è divampato nel pomeriggio di ieri all’ultimo piano di una palazzina di largo Amendola, a Santa Margherita Ligure, a poca distanza dal Municipio. Sul posto sono intervenute squadre di pompieri provenienti da Rapallo, Chiavari e Genova. Le fiamme, secondo quanto riferito da numerosi testimoni, hanno avvolto in pochi minuti tutto il tetto dell’edificio e si sono propagate con grande rapidità. I pompieri hanno inondato di acqua lo stabile.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=279525

da IstanbulIeri a Güngören, il quartiere di Istanbul dove sono esplose le due bombe che hanno ucciso 17 persone, da molte finestre pendeva la bandiera nazionale. È un messaggio per il Pkk, il Partito dei lavoratori del Kurdistan. E allo stesso tempo una manifestazione dell’identità del popolo turco, che crede nella nazione fondata da Mustafa Kemal Atatürk e in frasi come «ne mutlu Türküm diyene», felice di essere turco e «Vatan bölünmez», la Patria è indivisibile. Una, anche se certo la più importante, delle anime del popolo turco, che dal 1923, data dell’inizio dell’età repubblicana, è in bilico fra Oriente e Occidente, tra tradizione islamica e lo stato moderno fondato dal Padre della Patria. Perché il problema della nazione turca è quella di contenerne due, forse tre. La prima si richiama alla componente religiosa che storicamente caratterizza il Paese. La seconda, quella di Atatürk, vede quella stessa matrice come una minaccia. Mai trasparente, il rapporto tra le due Turchie si è avviluppato in un groviglio sempre più inestricabile in cui la parte meno visibile è quella rappresentata dal cosiddetto Stato Profondo, in tempi più recenti chiamato Ergenekon. Uno stato nello stato, accusano i partiti di governo, un network sotterraneo nato in ambienti laici e militari con l’obiettivo, da raggiungere con un colpo di stato in preparazione, di inficiare il voto popolare e di recente stroncato con una serie di arresti (tra cui alcuni generali).

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=279403